
Telefonate su luce e gas: come riconoscere le proposte poco chiare
Pubblicato il 10/08/2026
«Buongiorno, la chiamiamo per un aggiornamento della sua fornitura». La frase è sempre quella e non vuol dire niente: nessuno «aggiorna» un contratto per telefono, o si cambia fornitore o non si cambia.
Cosa non dare mai al telefono
- il codice POD o PDR che trovi in bolletta;
- l’IBAN o i dati della carta;
- un sì registrato a domande generiche: in certi casi basta quello per attivare un contratto.
Cosa chiedere invece
- nome e cognome di chi chiama e per conto di quale società;
- la proposta per iscritto, via email, con il prezzo della materia energia e la quota fissa;
- la durata del contratto e cosa succede al prezzo dopo il primo anno.
Se hai già detto sì
Sui contratti conclusi a distanza hai quattordici giorni per ripensarci, senza dover dare spiegazioni e senza costi. Il termine decorre dalla conclusione del contratto: se ti accorgi subito di aver firmato qualcosa che non volevi, sei ancora in tempo.
Per ridurre le chiamate puoi iscrivere il tuo numero al Registro Pubblico delle Opposizioni. Non le azzera, ma taglia molto il rumore.
Nel dubbio, prima di firmare qualsiasi cosa, mandaci la proposta: in mezz’ora ti diciamo se conviene davvero o se è l’ennesima offerta che sembra e basta.
